ANDREI GAVRILOV


L’ospite del 26 Novembre 2011 viene presentato dal teatro Miela come un mito della scuola russa. Andrei Gavrilov lo è sicuramente, la sua importanza è riconosciuta sia dalla critica europea e mondiale e l’evento viene ampiamente segnalato da siti e blog vicini alla scena pianistica contemporanea.L’artista, cresciuto nella scuola di musica di Mosca, giunse alla ribalta negli anni settanta quando a soli 18 anni vinse il primo premio per il concorso pianistico internazionale Cajkovsky. Da lì prese avvio una serie di concerti in giro per tutto il mondo fino alla brusca interruzione a seguito di alcune dichiarazioni contrarie al regime sovietico che portarono al conseguente ritiro del passaporto e arresti domiciliari fino al 1984 quando, con l’avvento al potere di Gorbacev, l’incubo ebbe fine e la musica ricominciò.L’artista ai giorni d’oggi è rinomato per il suo “virtuosismo straordinario e la sua dinamica incredibile”, vive all’estero e continua a essere ricercato e apprezzato sullo scenario pianistico mondiale.
L’evento, esaurito negli ultimi giorni, riesce a portare un pubblico di tutte le età anche se bisogna dire che i giovani, si presenti, ma sono stati comunque una minoranza. Il concerto in se, suddiviso in due parti, vede l’artista russo vestito completamente di nero con una sorta di ampia tunica (ai limiti del gusto estetico più eccentrico e se vogliamo anche alquanto improbabile) che viene salutato dal pubblico giuliano.La prima parte è Chopin; nove notturni ognuno diviso dall’altro per un’interpretazione molto personalizzata che riesce ad aggradarsi il pubblico triestino, il quale apprezza i tre quarti d’ora melodici, e accoglie caldamente il pianista. La seconda parte è Prokofiev, mezzora abbondante del compositore russo eseguita in maniera impeccabile dall’altro russo, quello al pianoforte; la sonata in se, complessa, variabile, marciante e tetra al tempo stesso entra nell’anima e tiene immobili sulle sedie da teatro. L’atmosfera si scioglie un lungo applauso che verrà riproposto dopo i 4 bis che il pianista concede al pubblico tra i quali: ancora Prokofiev con Suggestione Diabolica e Cajkovsky. Un evento sicuramente da ricordare per Trieste ma che va comunque inserito in un’ottica di promozione della musica classica, la quale sembra essere oramai riservata ad un pubblico ristretto. L’èlite, legata magari alla complessità tecnica della musica classica, può essere aggirata grazie ad eventi come questo i quali portano al grande pubblico artisti di fama internazione come Andrei Gavrilov.

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